FANDOM


Tatjana Bazukina (russo: Татьяна Базукина, greco: Τατιανα Βασούκινα, IPA: [tat'jana bazukina]) è la regina del Regno Ignoto che da tanti discordiani viene percepito come una terra romantica ma non così romantica come quella »sulla quale camminava Ovidio e sulla quale camminava il Dante, sulla quale si parla la somma lingua e cioè l'italiano«[1] È noto che »La Bazukina« abbia partecipata ad alquanti scenari aventi a che fare con Silvestra e con la loro amica Alaitz Etxepolita. Dicesi che la sua professione è quella di scrittrice; si sa, tuttavia che non ha mai pubblicato nemmeno una poesia e che, secondo lei stessa, ha smesso di scrivere quando aveva appena 16 anni.

Altri scienziati sostengono che Tatjana Bazukina sia la dea della voce, ecco pure da dove deriva il suo nome basco Ahots.

IzenarioaBearbeiten

La fama della Bazukina sembra pure derivare da un testo poetico scritto da un certo Federico Quinto, nel quale adorò il nome Tatjana per poi adorare la personalità della Bazukina e di alquante altre donne portanti quel nome. Secondo Quinto, l'unica cosa eterna è la bellezza delle Tatjane e del loro nome. Egli stesso obiettò, tuttavia, che

quando non più ci sarà niente e nessuna tranne la bellezza di esse e di esso, non saranno soltanto vane, ma inesistenti, siccome la bellezza non è niente di toccabile. E magari si è sempre trattato soltanto di un ricordo. E chi ricorderà qualche cosa se è inesistente. Ed esse stesse? Non certo, in quanto inesistenti neanche loro!

— Federico Quinto, Il libro scritto da J. Gaueko[2]

Nonpertanto si dice che Tatjana Bazukina deve gran parte della sua fama a questo strano poeta della cui vita si sa poco. È certo soltanto che si sia suicidato mangiando il fiume Adige. Il fantasta ci ha lasciati parecchi testi che sono di sommo rilievo tra coloro che conoscono la Bazukina. In essi descrive la sua disperazione per averla perso e i sogni di riaverla. Narra altresì gli episodi di quel tempo che passarono assieme.

citazioniBearbeiten

Ci sarebbero, ma Gaueko ritenne meglio non pubblicarle.


FontiBearbeiten

  1. Gaueko: I ricordi a Roma e Verona.
  2. Federico Quinto: Il libro scritto da J. Gaueko. Verona: Editore Bicchiere di Vino 3181.